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domenica 4 novembre 2012
venerdì 19 ottobre 2012
Mary Godwin 1/3
Termino oggi il capitolo 1...^^
il personaggio mascherato è un'invenzione di questo manhwa ma è stato sicuramente ispirato dal personaggio del dottor Polidori, con cui Mary intrecciò un solido legame durante quell'estate del 1816(lui le insegnava l'italiano e leggevano insieme la Divina Commedia), oltre che dall'atmosfera un po' maledetta, quasi soprannaturale che accompagnò la creazione del Frankenstein(a partire dal sogno che ne costituì il nucleo fondamentale). Atmosfera quasi demoniaca che è stata tratteggiata molto bene nel film "Gothic" di Ken Russell, che pare che in oriente abbia fattio proseliti, visto che è citato pure in "angel Sanctuary" di Kaori Yuki(quando Setsuna si trova a dover fronteggiare numerose porte per stabilire quale lo condurrà all'inferno dall'amata Sara).
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venerdì 5 ottobre 2012
MARY GODWIN 1/2
Secondo appuntamento con il manga di Mary Godwin....
ricordo che, essendo un manhwa, il senso di lettura è quello occidentale.
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domenica 16 settembre 2012
UN NUOVO MIO FOLLE PROGETTINO^^
Il 1816 fu l'"anno senza estate": la grande quantità di polveri immesse nell'atmosfera in seguito all'eruzione del vulcano Tambora in Indonesia schermarono i raggi del sole, provocando in tutta Europa piogge torrenziali e un generale abbassamento delle temperature http://it.wikipedia.org/wiki/Anno_senza_estate
La location perfetta per un romanzo gotico, insomma ^^ e,infatti, fu proprio nel luglio di quell'anno e, incredibilmente, nel corso della stessa notte, che videro la luce le due figure più significative dell'immaginario orrorifico dell'Occidente, ossia Dracula e Frankenstein, che dunque non sono accoppiati solo nei b movie degli anni '60 tipo Dracula contro Frankenstein e similari ;D
La storia è poco conosciuta, ma vale la pena citarla: i poeti inglesi Shelley e Byron si trovavano in Svizzera, sulle sponde del lago di Ginevra in compagnia rispettivamente della futura moglie Mary e del medico personale Polidori. Al gruppo si era aggiunta, ospite poco gradita per entrambi, la sorellastra di Mary, Jane-Claire Clairmont(era stata l'amante sia di Shelley che di Byron, perciò, immaginate l'atmosfera ^^).
Ordunque, per trascorrere le interminabili serate di pioggia, se ne stavano rincatucciati attorno al caminetto a leggere racconti tedeschi dell'orrore(la Phatasmagoriana, disponibile su google libri per gli interessati).
Ad un certo punto, Byron, colto dalla frenesia creativa, propose di crearne di proprie, anzi, di organizzare una vera e propria sfida a chi avrebbe saputo scrivere la più terrificante.
Il concorso non ebbe seguito perchè i poeti, lunatici come tutti gli artisti, si stancarono presto del gioco e si limitarono a buttare giù qualche idea a caso...furono i comprimari a proseguire testardamente fino alla fine, meritando una fama che fu loro negata solo dal fatto di vivere all'ombra di tali 2 colossi della letteratura romantica: la diciasettenne Mary scrisse il "Frankenstein" ( ebbene, sì, uno dei più spaventosi romanzi dell'orrore è l'opera di quella che oggi si direbbe un'adolescente ribelle!!) e Polidori, sviluppando un'idea di Byron, qualche anno dopo compose "Il vampiro" che diede poi origine al mito di Dracula.
Per chi si è incuriosito e vuole approfondire consiglio:
FILM
"GOTHIC" di Ken Russell visionaria cronica di quella folle notte
LIBRI
"LA NOTTE DI VILLA DIODATI" Novadelphi libri che, oltre ad un'accurata introduzione, comprende i testi completi del Frankenstein e del Dracula
MANGA
"MARY GODWIN" di Jin Su Yoo e Soul Ah Park LE CUI SCANS (QUESTO E' IL FOLLE PROGETTO DEL TITOLO) VORREI PROPORVI A SCADENZA IRREGOLARE.
CHE NE DITE???? ^_-
PICCOLO ANTICIPO DELLA COVER
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domenica 7 agosto 2011
Beh, dai...una spiegazione al post precedente urge senz'altro, soprattutto per chi ha poca famigliarità con la letteratura inglese romantica.
Fanny Imlay/Wollstonecraft/Godwin (3 cognomi senza mai essersi sposata :P )di nomi, appunto, ne ebbe tanti, ma identità nessuna, tanto da essere quasi completamente dimenticata. Di lei non ci rimane neppure un ritratto, dobbiamo fidarci delle testimonianze di chi la conobbe.
E non sono testimonianze da poco, visto che era figlia di Mary Wollstonecraft, una delle prime teoriche dei diritti delle donne e di Gilbert Imlay, avventuriero del Nuovo Mondo affascinato dalla Rivoluzione Francese, che la mise incinta e poi pensò bene di defilarsi..per peggiorare ulteriormente la situazione, Fanny fu poi adottata dal filosofo Godwin, che aveva sposato sua madre e si ritrovò come sorellastra la celebre Mary Shelley, passata agli onori letterari e per la sua fuga con il Poeta e per la sua opera più celebre, il "Frankenstein".
Insomma, una famiglia di geni maledetti, poeti, filosofi, letterati, dottissimi e talentuosi... e lei che praticamente sapeva solo come mandare avanti il governo della casa. Virtù non da poco, comunque, in un ambito famigliare dove tutti avevano la testa altrove (chi nei libri, chi nel denaro, chi nelle tragicomiche vicende finanziare che travagliarono il filosofo Godwin..).
Tendente alla depressione, come sua madre, disprezzata da tutti perchè sempre mansueta e servizievole (cosa che non impedì però ai Grandi che la circondarono di sfruttarla spesso alla grande per i loro loschi scopi-vedi la matrigna Clairmont :((() , concepì un'adolescenziale fascinazione per Shelley e, sentendsi preferire la sorellastra Mary, mise fine ai suoi giorni in una squallida pensioncina di Swansea ingurgitando una dose letale di laudano che, allora, come medicina e come veleno, andava molto di moda ;)
Una figura sicuramente minore, magari anche un po' anonima, forse a volte persino esasperante(nel suo darsi la morte quasi per dispetto infantile, tanto per dirne una..)ma capace comunque di strapparci più di un sorriso di complicità e simpatia...con un pensiero a tutti coloro, che, quotidianamente, sono costretti a subire l'umiliante confronto con i mostri sacri che si pavoneggiano attorno e che, invece, avrebbero tutto il diritto di trascorrere pacificamente la loro esistenza, apprezando appieno il profumo anche di un fiore soltanto.
Mary, affetta da una delle crisi di coscienza, che talvolta la affliggevano dopo una delle sue frequentissime bisbeticherie (dovute anche questo al male oscuro che pareva colpire tutte le Wollstonecraft, bisogna dirlo..) potrebbe averle scritto, post mortem, la lettera di qui sotto ;)
Per più info:
http://en.wikipedia.org/wiki/Fanny_Imlay
e il bel libro di Todd "Death and the maidens" l'unica biografia a lei dedicata, anche se molto ingiusta nei confronti di Shelley, trattato con severa ironia solo per non aver saputo contraccambiare il suo amore.
Fanny Imlay/Wollstonecraft/Godwin (3 cognomi senza mai essersi sposata :P )di nomi, appunto, ne ebbe tanti, ma identità nessuna, tanto da essere quasi completamente dimenticata. Di lei non ci rimane neppure un ritratto, dobbiamo fidarci delle testimonianze di chi la conobbe.
E non sono testimonianze da poco, visto che era figlia di Mary Wollstonecraft, una delle prime teoriche dei diritti delle donne e di Gilbert Imlay, avventuriero del Nuovo Mondo affascinato dalla Rivoluzione Francese, che la mise incinta e poi pensò bene di defilarsi..per peggiorare ulteriormente la situazione, Fanny fu poi adottata dal filosofo Godwin, che aveva sposato sua madre e si ritrovò come sorellastra la celebre Mary Shelley, passata agli onori letterari e per la sua fuga con il Poeta e per la sua opera più celebre, il "Frankenstein".
Insomma, una famiglia di geni maledetti, poeti, filosofi, letterati, dottissimi e talentuosi... e lei che praticamente sapeva solo come mandare avanti il governo della casa. Virtù non da poco, comunque, in un ambito famigliare dove tutti avevano la testa altrove (chi nei libri, chi nel denaro, chi nelle tragicomiche vicende finanziare che travagliarono il filosofo Godwin..).
Tendente alla depressione, come sua madre, disprezzata da tutti perchè sempre mansueta e servizievole (cosa che non impedì però ai Grandi che la circondarono di sfruttarla spesso alla grande per i loro loschi scopi-vedi la matrigna Clairmont :((() , concepì un'adolescenziale fascinazione per Shelley e, sentendsi preferire la sorellastra Mary, mise fine ai suoi giorni in una squallida pensioncina di Swansea ingurgitando una dose letale di laudano che, allora, come medicina e come veleno, andava molto di moda ;)
Una figura sicuramente minore, magari anche un po' anonima, forse a volte persino esasperante(nel suo darsi la morte quasi per dispetto infantile, tanto per dirne una..)ma capace comunque di strapparci più di un sorriso di complicità e simpatia...con un pensiero a tutti coloro, che, quotidianamente, sono costretti a subire l'umiliante confronto con i mostri sacri che si pavoneggiano attorno e che, invece, avrebbero tutto il diritto di trascorrere pacificamente la loro esistenza, apprezando appieno il profumo anche di un fiore soltanto.
Mary, affetta da una delle crisi di coscienza, che talvolta la affliggevano dopo una delle sue frequentissime bisbeticherie (dovute anche questo al male oscuro che pareva colpire tutte le Wollstonecraft, bisogna dirlo..) potrebbe averle scritto, post mortem, la lettera di qui sotto ;)
Per più info:
http://en.wikipedia.org/wiki/Fanny_Imlay
e il bel libro di Todd "Death and the maidens" l'unica biografia a lei dedicata, anche se molto ingiusta nei confronti di Shelley, trattato con severa ironia solo per non aver saputo contraccambiare il suo amore.
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sabato 30 luglio 2011
"A Fanny", tua sorella Mary
Non ti ho mai amata, Fanny, non i tuoi capelli da topolino, sempre accuratamente ravviati in quella detestabile crocchia nè il tuo volto lentigginoso e patetico.
Possedevi il poco invidiabile dono di indisporre la gente, di esasperarla con le tue querule lamentazioni..sempre infelice, sempre insoddisfatta, sempre pronta a struggerti nelle tue deliranti visioni da solitaria, dura e inflessibile con te stessa, prima che con gli altri.
Era l'ombra di nostra madre, a schiacciarti, lo so, gli oneri e le aspettative del mondo, che ho sempre dolorosamente percepito anche io.
Eppure, la mamma ci aveva indicato anche la via per uscirne, non si era limitata a spargere i semi della sua sventura.
E' la maledizione di tutte quelle che ci hanno preceduta, Fanny, non è solo la sua o la tua o la nostra..non sei sola, come non lo sono io, come non lo erano le altre, non preoccuparti..tutte dobbiamo combattere, dobbiamo sollevarci in armi e la penna sarà la nostra spada..contro secoli di pregiudizi e di rancori.
Tu stesso lo affermasti, ricordi?
"Ho deciso di non vivere più recando vergogna alla memoria di mia madre.(...)Ho capito che, se voglio superare le mie difficoltà, devo prima imparare ad amare e stimare me stessa"
In questo ti rivelasti una vera Wollstonecraft..e allora, perchè??? Perchè Fanny davi sempre l'impressione di elemosinare l'affetto e la considerazione degli altri?
Perchè, in nome del cielo, stavi sempre lì, ad osservare il mondo con quegli occhi da cerbiatta ferita?
Eri tu, a doverti scuotere, Fanny, scuoterti di dosso la polvere dell'ignavia per varcare decisa quella porta ed accettare gli inevitabili rischi e delusioni che avresti ivi incontrato, perchè la libertà, mia cara, non si conquista mai indenni..
TU avevi talento, Fanny, sì, anche tu, come tutti noi..e il mio unico rammarico, ora, è di non aver mai voluto dirtelo..
avrei dovuto urlarlo, a pieni polmoni, il sollievo che provai quella sera, quando giungesti a me, fradicia di pioggia e io potei, finalmente, esausta, abbandonarmi fra le tue braccia.
Eri sangue del mio stesso sangue, dolce, mite, comprensiva, senza neppure sospettarlo, eri tu quel focolare domestico a cui ogni marinaio rivolge costante il suo pensiero fra le onde del periglioso mare..
"Focolare domestico": sto usando un'espressione desueta, lo so, e forse nostra madre non avrebbe approvato..
eppure, anche la "domesticità" fa parte del nostro patrimonio di donne, prima, di poetesse ed esseri umani poi....
Ed era questo, il lato ombroso che mai sono riuscita ad accettare; il tuo sguardo smunto richiamava anche troppo bene le implorazioni accorate che la mamma aveva rivolto all'unico uomo che aveva saputo umiliarla, TUO PADRE..
TUO PADRE....è questa la barriera invalicabile che sempre si è frapposta fra noi.
Rechi con te, inequivocabili, i segni di quel periodo dannato, indelebile, che minaccia di contaminare gli altri.
Perchè forse ( il dubbio sorge legittimo..) per un istante furono felici, fra le macerie della rivoluzione, perchè forse TU fosti felice, nelle terre del Nord, su quella spiaggia desolata, ove ti soffermavi a giocare...
Tu la conoscesti, la mamma, ne ascoltasti i rivoluzionari insegnamenti, dalla sua viva voce, fosti eternata da lei in quell'immagine, come il piccolo cammeo di una vita intera..
Siete strane creature, voi, presenze scomode che ci rimandano al passato, nostro malgrado, eppure incapaci di sopravvivere al futuro.
Come puntualmente avvenne, in quella squallida pensioncina di periferia, nell'ottobre del nostro più immemorabile anno: vedo la bottiglietta scura sul comodino, i tuoi vestiti sparsi a terra, tutt'intorno, un vaso di dalie smunte, fuori dalla finestra, nel vago grigiore del mattino.....
..li vedo, ma io non sono lì, ad abbracciarti, a sostenere il tuo corpo esanime, in quel mondo che, ancora una volta, ti respingeva ostile....
non lapidi o serti o il conforto di un canto, il tuo nome sarà cancellato, rapito per sempre alla nostra realtà...
un tetro frullare di corvi oscurò il purpureo del cielo, mentre la tua cenere, silenziosa, si disperdeva nel vento:
confidasti nella poesia dei sentimenti e fummo NOI, i suoi vati, ad averti tradita.
A Fanny Wollstonecraft,
sua sorella Mary.
"La morte la rese più bella,
donandole quella celestialità che in vita non ebbe mai conosciuta"
Possedevi il poco invidiabile dono di indisporre la gente, di esasperarla con le tue querule lamentazioni..sempre infelice, sempre insoddisfatta, sempre pronta a struggerti nelle tue deliranti visioni da solitaria, dura e inflessibile con te stessa, prima che con gli altri.
Era l'ombra di nostra madre, a schiacciarti, lo so, gli oneri e le aspettative del mondo, che ho sempre dolorosamente percepito anche io.
Eppure, la mamma ci aveva indicato anche la via per uscirne, non si era limitata a spargere i semi della sua sventura.
E' la maledizione di tutte quelle che ci hanno preceduta, Fanny, non è solo la sua o la tua o la nostra..non sei sola, come non lo sono io, come non lo erano le altre, non preoccuparti..tutte dobbiamo combattere, dobbiamo sollevarci in armi e la penna sarà la nostra spada..contro secoli di pregiudizi e di rancori.
Tu stesso lo affermasti, ricordi?
"Ho deciso di non vivere più recando vergogna alla memoria di mia madre.(...)Ho capito che, se voglio superare le mie difficoltà, devo prima imparare ad amare e stimare me stessa"
In questo ti rivelasti una vera Wollstonecraft..e allora, perchè??? Perchè Fanny davi sempre l'impressione di elemosinare l'affetto e la considerazione degli altri?
Perchè, in nome del cielo, stavi sempre lì, ad osservare il mondo con quegli occhi da cerbiatta ferita?
Eri tu, a doverti scuotere, Fanny, scuoterti di dosso la polvere dell'ignavia per varcare decisa quella porta ed accettare gli inevitabili rischi e delusioni che avresti ivi incontrato, perchè la libertà, mia cara, non si conquista mai indenni..
TU avevi talento, Fanny, sì, anche tu, come tutti noi..e il mio unico rammarico, ora, è di non aver mai voluto dirtelo..
avrei dovuto urlarlo, a pieni polmoni, il sollievo che provai quella sera, quando giungesti a me, fradicia di pioggia e io potei, finalmente, esausta, abbandonarmi fra le tue braccia.
Eri sangue del mio stesso sangue, dolce, mite, comprensiva, senza neppure sospettarlo, eri tu quel focolare domestico a cui ogni marinaio rivolge costante il suo pensiero fra le onde del periglioso mare..
"Focolare domestico": sto usando un'espressione desueta, lo so, e forse nostra madre non avrebbe approvato..
eppure, anche la "domesticità" fa parte del nostro patrimonio di donne, prima, di poetesse ed esseri umani poi....
Ed era questo, il lato ombroso che mai sono riuscita ad accettare; il tuo sguardo smunto richiamava anche troppo bene le implorazioni accorate che la mamma aveva rivolto all'unico uomo che aveva saputo umiliarla, TUO PADRE..
TUO PADRE....è questa la barriera invalicabile che sempre si è frapposta fra noi.
Rechi con te, inequivocabili, i segni di quel periodo dannato, indelebile, che minaccia di contaminare gli altri.
Perchè forse ( il dubbio sorge legittimo..) per un istante furono felici, fra le macerie della rivoluzione, perchè forse TU fosti felice, nelle terre del Nord, su quella spiaggia desolata, ove ti soffermavi a giocare...
Tu la conoscesti, la mamma, ne ascoltasti i rivoluzionari insegnamenti, dalla sua viva voce, fosti eternata da lei in quell'immagine, come il piccolo cammeo di una vita intera..
Siete strane creature, voi, presenze scomode che ci rimandano al passato, nostro malgrado, eppure incapaci di sopravvivere al futuro.
Come puntualmente avvenne, in quella squallida pensioncina di periferia, nell'ottobre del nostro più immemorabile anno: vedo la bottiglietta scura sul comodino, i tuoi vestiti sparsi a terra, tutt'intorno, un vaso di dalie smunte, fuori dalla finestra, nel vago grigiore del mattino.....
..li vedo, ma io non sono lì, ad abbracciarti, a sostenere il tuo corpo esanime, in quel mondo che, ancora una volta, ti respingeva ostile....
non lapidi o serti o il conforto di un canto, il tuo nome sarà cancellato, rapito per sempre alla nostra realtà...
un tetro frullare di corvi oscurò il purpureo del cielo, mentre la tua cenere, silenziosa, si disperdeva nel vento:
confidasti nella poesia dei sentimenti e fummo NOI, i suoi vati, ad averti tradita.
A Fanny Wollstonecraft,
sua sorella Mary.
"La morte la rese più bella,
donandole quella celestialità che in vita non ebbe mai conosciuta"
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giovedì 10 marzo 2011
Sophie Tieck-Bernhardi-von Knoerring
Un personaggio cosiddetto "minore" del Romanticismo di Jena, questa Sophie nata Tieck, oscurata dall'astro dei due suoi più celebri fratelli Ludwig, lo scrittore e Friedrich lo scultore.
Una donna affascinante, a suo modo: grafomane esaltata e mentitrice patologica come tutti i Tieck XD, scrisse molto e in tutti i campi...fantasie drammatiche ( e assai patetiche), fiabe, poesie epiche di impianto medioevalpittoresco, satire, racconti e romanzi. Un fulgido esempio di autodidattica in un'epoca in cui alle donne era preclusa l'istruzione.
Del resto i romantici furono i primi ad ammettere le donne nei loro circoli di discussione/creazione, ovviamente dopo che avevano lavato i piatti XD l'esempio di Dorothea/Caroline nella casa di Jena insegna ( litigavano perchè i lavori domestici erano un peso e le distraevano dallo studio; Mary Shelley a La Spezia doveva macinarsi ogni giorno parecchi chilometri per procurare acqua e cibo, dato che casa Magni era isolata...tempo ovviamente sottratto alla lettura, mentre l'ingrato Percy veleggiava tranquillo e l'accusava di essere musona..o forse siamo noi donne che abbiamo la tendenza ad accollarci dosi di superlavoro per dimostrare quanto siamo brave?? :(
Ad ogni modo, Sophie non era tipo da perdersi fra piatti e pannolini: sposò un amico del fratello, Bernhardi e all'atto della separazione fu protagonista di una fuga scapestrata con i figli in Italia, per sottrarli alla custodia del marito. Fu costretta alla capitolazione per fame :( e non è uno scherzo, i soldi finirono e i figli tornarono al marito. Novella 2000 dell'800!
Lei si consolò sposando un barone e ritirandosi con lui nelle pianure estoni.
de.wikipedia.org/wiki/Sophie_Tieck
Esiste una biografia di questa donna così moderna e ribelle(che mi ha sempre affascinata anche perchè se ne parla poco..)
Monika Haberstok
Sophie Tieck, Leben und Werk: Schreiben zwischen Rebellion und Resignation (Cursus : Texte und Studien zur deutschen Literatur) [Perfect Paperback]
e a breve uscirà finalmente il suo romanzo epistolare più famoso
http://www.amazon.de/Julie-Saint-Albain-Sophie-Tieck-Bernhardi/dp/3897413213/ref=sr_1_1?ie=UTF8&s=books&qid=1299719899&sr=8-1
L'attesa per questo Julie St.Albain che mi intriga fin dal titolo ha ispirato questo post: sarà sicuramente una romantica eroina ispirata alla Julie di Rousseau!!
Una donna affascinante, a suo modo: grafomane esaltata e mentitrice patologica come tutti i Tieck XD, scrisse molto e in tutti i campi...fantasie drammatiche ( e assai patetiche), fiabe, poesie epiche di impianto medioevalpittoresco, satire, racconti e romanzi. Un fulgido esempio di autodidattica in un'epoca in cui alle donne era preclusa l'istruzione.
Del resto i romantici furono i primi ad ammettere le donne nei loro circoli di discussione/creazione, ovviamente dopo che avevano lavato i piatti XD l'esempio di Dorothea/Caroline nella casa di Jena insegna ( litigavano perchè i lavori domestici erano un peso e le distraevano dallo studio; Mary Shelley a La Spezia doveva macinarsi ogni giorno parecchi chilometri per procurare acqua e cibo, dato che casa Magni era isolata...tempo ovviamente sottratto alla lettura, mentre l'ingrato Percy veleggiava tranquillo e l'accusava di essere musona..o forse siamo noi donne che abbiamo la tendenza ad accollarci dosi di superlavoro per dimostrare quanto siamo brave?? :(
Ad ogni modo, Sophie non era tipo da perdersi fra piatti e pannolini: sposò un amico del fratello, Bernhardi e all'atto della separazione fu protagonista di una fuga scapestrata con i figli in Italia, per sottrarli alla custodia del marito. Fu costretta alla capitolazione per fame :( e non è uno scherzo, i soldi finirono e i figli tornarono al marito. Novella 2000 dell'800!
Lei si consolò sposando un barone e ritirandosi con lui nelle pianure estoni.
de.wikipedia.org/wiki/Sophie_Tieck
Esiste una biografia di questa donna così moderna e ribelle(che mi ha sempre affascinata anche perchè se ne parla poco..)
Monika Haberstok
Sophie Tieck, Leben und Werk: Schreiben zwischen Rebellion und Resignation (Cursus : Texte und Studien zur deutschen Literatur) [Perfect Paperback]
e a breve uscirà finalmente il suo romanzo epistolare più famoso
http://www.amazon.de/Julie-Saint-Albain-Sophie-Tieck-Bernhardi/dp/3897413213/ref=sr_1_1?ie=UTF8&s=books&qid=1299719899&sr=8-1
L'attesa per questo Julie St.Albain che mi intriga fin dal titolo ha ispirato questo post: sarà sicuramente una romantica eroina ispirata alla Julie di Rousseau!!
venerdì 21 gennaio 2011
Plenilunio di gennaio.
Era plenilunio, la scorsa notte, caso mai qualcuno non se ne fosse accorto..l'occasione giusta per abbandonarsi a folli fantasticherie ^^
Quest'oggi la luna era una chizza enorme, del colore del grano maturo, sospesa sulla collina del Virgolo(il calvario bolzanino ndr XD )
Ampia, mansueta nel suo corredo di nubi come un breve sussurro d'estate nell'oscurità gelida che ora ci circonda.
"I poeti lunari": da adolescente ero affascinata da questa espressione; l'avevo udita per la prima volta dal mio professore di italiano, quello folle che avevo al IV anno, che faceva tanto "bello e dannato" nelle sue pose da maledettismo decadente >.<
"Poeti lunari".. ripetevo incessantemente, come un arcano incantesimo noto solo a me, come un'intimissima unione con quella muta compagna che ha sempre stregato l'umanità, fin dai suoi albori..
Ella se ne stava sempre lì, quieta, apparentemente insensibile alle vicende della sua controparte terrestre, inarrivabile, eppure così vicina...quasi si potesse toccare, a momenti, vaga promessa di ciò che potrebbe nascondersi nelle profondità del cosmo, la porta segreta delle stelle.
E Leopradi, il più celebre dei "poeti lunari", seppe decifrare il suo mistico messaggio: era la sua vaghezza, a renderla unica, quell'aria evanescente e malinconica, la cascata di purissimo argento in cui mi immergevo fiduciosa nelle notti di plenilunio, inebriandomi di arte e di bellezza.
E' quell'algida scintilla ad aver affascinato i Romantici di ogni tempo e paese, quel sospiro dorato che carezzava il fiume e le foreste immerse in placido sonno, donando al paesaggio la consistenza di una fiaba..un dolore antico che non sarebbe mai stato completamente evocato.
Innumerevoli sono stati i tentativi di dare una forma a quel languore; uno dei migliori risultati è forse il "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia" la più bella IMHO ma paradossalmente la meno nota delle composizioni leopardiane.
Forse le ha fatto torto la minore musicalità rispetto a Silvia o Il sabato del villaggio, forse l'eccessiva lunghezza, forse l'atteggiamento troppo meditativo, ma io l'ho sempre adorata e imparata addirittura a memoria, a suo tempo.
Racchiude IMHO la quintessenza del "lunarismo" ovverossia la predisposizione afarsi rapire dalla luna XD
Vi invito a riscoprirla grazie a wikisource
http://it.wikisource.org/wiki/Canti_%28Leopardi%29/Canto_notturno_di_un_pastore_errante_dell%27Asia
Quest'oggi la luna era una chizza enorme, del colore del grano maturo, sospesa sulla collina del Virgolo(il calvario bolzanino ndr XD )
Ampia, mansueta nel suo corredo di nubi come un breve sussurro d'estate nell'oscurità gelida che ora ci circonda.
"I poeti lunari": da adolescente ero affascinata da questa espressione; l'avevo udita per la prima volta dal mio professore di italiano, quello folle che avevo al IV anno, che faceva tanto "bello e dannato" nelle sue pose da maledettismo decadente >.<
"Poeti lunari".. ripetevo incessantemente, come un arcano incantesimo noto solo a me, come un'intimissima unione con quella muta compagna che ha sempre stregato l'umanità, fin dai suoi albori..
Ella se ne stava sempre lì, quieta, apparentemente insensibile alle vicende della sua controparte terrestre, inarrivabile, eppure così vicina...quasi si potesse toccare, a momenti, vaga promessa di ciò che potrebbe nascondersi nelle profondità del cosmo, la porta segreta delle stelle.
E Leopradi, il più celebre dei "poeti lunari", seppe decifrare il suo mistico messaggio: era la sua vaghezza, a renderla unica, quell'aria evanescente e malinconica, la cascata di purissimo argento in cui mi immergevo fiduciosa nelle notti di plenilunio, inebriandomi di arte e di bellezza.
E' quell'algida scintilla ad aver affascinato i Romantici di ogni tempo e paese, quel sospiro dorato che carezzava il fiume e le foreste immerse in placido sonno, donando al paesaggio la consistenza di una fiaba..un dolore antico che non sarebbe mai stato completamente evocato.
Innumerevoli sono stati i tentativi di dare una forma a quel languore; uno dei migliori risultati è forse il "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia" la più bella IMHO ma paradossalmente la meno nota delle composizioni leopardiane.
Forse le ha fatto torto la minore musicalità rispetto a Silvia o Il sabato del villaggio, forse l'eccessiva lunghezza, forse l'atteggiamento troppo meditativo, ma io l'ho sempre adorata e imparata addirittura a memoria, a suo tempo.
Racchiude IMHO la quintessenza del "lunarismo" ovverossia la predisposizione afarsi rapire dalla luna XD
Vi invito a riscoprirla grazie a wikisource
http://it.wikisource.org/wiki/Canti_%28Leopardi%29/Canto_notturno_di_un_pastore_errante_dell%27Asia
martedì 7 settembre 2010
Mary e Albè
Albè è Byron, giusto per puntualizzare, nickname derivato dalle sue avventure fra le montagne albanesi ( c'è pure un ritratto a testimoniarle..con costume tipico del luogo) e Mary..beh, è Mary Shelley, grande scrittrice la cui fama è stata ingiustamente usurpata dalla sua più celebre creatura, il Frankenstein..e hai detto niente ^^
Ora, pochi sanno che questo romanzo horror-filosofico moooolto diverso dalle versioni cinematografiche, tutte tendenti ad un certo splatter e poco rispettose del ruolo centrale che lo scienziato aveva nel romanzo originale( il Frankenstein del titolo era lui..mica la creatura, che però, ovviamente, si prestava meglio allo spettacolo ^^), bene, dicevo il capolavoro di Mary fu ideato nell'estate del 1816 sul lago di Ginevra, diretta conseguenza di una serie di esperimenti sul soprannaturale messi insieme per noia e curiosità intellettuale dal quintetto maledetto XD Mary-il futuro marito, il poeta Shelley, Byron con medico privato (Polidori) e amante (Claire, sorellastra di Mary) al seguito.
Sti matti si rintanavano in casa o fra le volte del castello fortezza di Chillon a leggere storiacce dell'orrore e a comporne di proprie sull'onda dell'entusiasmo del momento.
Sull'assai intrigante argomento è stato composto un romanzo breve "Haunted Summer" (Estate stregata) di Anne Edwards, che sto appunto leggendo.
"Una storia sul male e sullìimmaginazione" recita il sottotitolo, sarebbe meglio dire sugli orrori generati dalla semplice fantasia umana, capace di dare forma ai nostri fantasmi interiori.
Ken Russell aveva saputo esprimere al meglio, con la sua sensibilità visionaria, anche se un po' eccessiva questo rapporto, nel suo film Gothic.
Ivan Passer nell'omonimo "Haunted Summer" aveva invece puntato maggiormente sull'aspetto sentimentale e pittorico, con risultati altrettanto interessanti.
"Rowing with the wind" il terzo film ispirato al libro l'ho appena ordinato, quindi non mi posso ancora esprimere :P
C'è un aspetto del libro che mi ha intrigato molto, così come nel film di Passer, a suo tempo..ed è l'ambiguo rapporto che legava Mary e Albè, apppunto..
lui, misogino e sprezzante, ma piagato da frequenti attacchi depressivi, lei coltissima, intelligente, totalmente dedita al suo Shelley, ma talvolta troppo gelida e posata, retaggio forse della sua difficile situazione famigliare.
Mary fu forse una delle poche donne che Byron dovette suo malgrado ammirare, dato che lei si mostrò più di una volta alla sua altezza con la sua penetrante capacità di intuizione..e Mary se ne sentiva irresistibilmente attratta forse per il suo carattere deminiaco che tanto contrastava con il suo ideale e romanzato menage.
Avrebbe potuto nascere qualcosa..e invece, non accadde nulla..ma è proprio in quel NULLA che si nasconde il fascino del "detto e non detto", di un intrigante gioco di sguardi e lievi contatti venati di una passionalità a stento repressa.
"Perchè..perchè siete così affamato d'amore da considerare perfino la morte come un tradimento?" gli chiede di punto in bianco Mary, una notte, da soli, in riva al lago di Ginevra, la luce della luna ad illuminare loro la strada..
Byron si volta con gli occhi di fiamma, furente che qualcuno abbia saputo penetrare i suoi più intimi pensieri, abituato a canzonare, non a sentirsi ostaggio degli altri..
Egli la afferrerà con la forza, costringendola a baciarlo, dando sfogo a tutta la sua gelosia per l'amico-rivale Shelley e Mary...costernata non potrà fare assolutamente niente.
"Ti trovo dannatamente eccitante" le dirà poi e aggiungerà "Siamo destinati a scontrarci..lo sappiamo entrambi e, ti confiderò un piccolo segreto, lo sa pure Shelley. Ma fra noi non potrà mai accadere nulla, mai, fino al momento della nostra morte."
Mary suo malgrado sarà costretta ad ammettere la sua grande attrazione per lui pur ribadendo la sua fedeltà a Shelly ( in contrasto con le loro teorie sul libero amore..per la serie, fra i dire e il fare XD )
Ma ciò che mi ha colpita di più è la frase pronunciata distrattamente, quasi a mezza voce, ma venata di profonda malinconia, da Byron in carrozza sulla via del ritorno..
egli fissava le tenebre fuori dal finestrino e disse:" Voi siete una donna in anticipo sul tuo tempo..ed io mi trovo spesso a pensare di essere un uomo in ritardo sul mio"
Frase ricca di significati nascosti...
Mi sarebbe piaciuto assistere ad uno sviluppo di questo strano rapporto..penso sarebbe piaciuto anche ai due protagonisti ;)
Ora, pochi sanno che questo romanzo horror-filosofico moooolto diverso dalle versioni cinematografiche, tutte tendenti ad un certo splatter e poco rispettose del ruolo centrale che lo scienziato aveva nel romanzo originale( il Frankenstein del titolo era lui..mica la creatura, che però, ovviamente, si prestava meglio allo spettacolo ^^), bene, dicevo il capolavoro di Mary fu ideato nell'estate del 1816 sul lago di Ginevra, diretta conseguenza di una serie di esperimenti sul soprannaturale messi insieme per noia e curiosità intellettuale dal quintetto maledetto XD Mary-il futuro marito, il poeta Shelley, Byron con medico privato (Polidori) e amante (Claire, sorellastra di Mary) al seguito.
Sti matti si rintanavano in casa o fra le volte del castello fortezza di Chillon a leggere storiacce dell'orrore e a comporne di proprie sull'onda dell'entusiasmo del momento.
Sull'assai intrigante argomento è stato composto un romanzo breve "Haunted Summer" (Estate stregata) di Anne Edwards, che sto appunto leggendo.
"Una storia sul male e sullìimmaginazione" recita il sottotitolo, sarebbe meglio dire sugli orrori generati dalla semplice fantasia umana, capace di dare forma ai nostri fantasmi interiori.
Ken Russell aveva saputo esprimere al meglio, con la sua sensibilità visionaria, anche se un po' eccessiva questo rapporto, nel suo film Gothic.
Ivan Passer nell'omonimo "Haunted Summer" aveva invece puntato maggiormente sull'aspetto sentimentale e pittorico, con risultati altrettanto interessanti.
"Rowing with the wind" il terzo film ispirato al libro l'ho appena ordinato, quindi non mi posso ancora esprimere :P
C'è un aspetto del libro che mi ha intrigato molto, così come nel film di Passer, a suo tempo..ed è l'ambiguo rapporto che legava Mary e Albè, apppunto..
lui, misogino e sprezzante, ma piagato da frequenti attacchi depressivi, lei coltissima, intelligente, totalmente dedita al suo Shelley, ma talvolta troppo gelida e posata, retaggio forse della sua difficile situazione famigliare.
Mary fu forse una delle poche donne che Byron dovette suo malgrado ammirare, dato che lei si mostrò più di una volta alla sua altezza con la sua penetrante capacità di intuizione..e Mary se ne sentiva irresistibilmente attratta forse per il suo carattere deminiaco che tanto contrastava con il suo ideale e romanzato menage.
Avrebbe potuto nascere qualcosa..e invece, non accadde nulla..ma è proprio in quel NULLA che si nasconde il fascino del "detto e non detto", di un intrigante gioco di sguardi e lievi contatti venati di una passionalità a stento repressa.
"Perchè..perchè siete così affamato d'amore da considerare perfino la morte come un tradimento?" gli chiede di punto in bianco Mary, una notte, da soli, in riva al lago di Ginevra, la luce della luna ad illuminare loro la strada..
Byron si volta con gli occhi di fiamma, furente che qualcuno abbia saputo penetrare i suoi più intimi pensieri, abituato a canzonare, non a sentirsi ostaggio degli altri..
Egli la afferrerà con la forza, costringendola a baciarlo, dando sfogo a tutta la sua gelosia per l'amico-rivale Shelley e Mary...costernata non potrà fare assolutamente niente.
"Ti trovo dannatamente eccitante" le dirà poi e aggiungerà "Siamo destinati a scontrarci..lo sappiamo entrambi e, ti confiderò un piccolo segreto, lo sa pure Shelley. Ma fra noi non potrà mai accadere nulla, mai, fino al momento della nostra morte."
Mary suo malgrado sarà costretta ad ammettere la sua grande attrazione per lui pur ribadendo la sua fedeltà a Shelly ( in contrasto con le loro teorie sul libero amore..per la serie, fra i dire e il fare XD )
Ma ciò che mi ha colpita di più è la frase pronunciata distrattamente, quasi a mezza voce, ma venata di profonda malinconia, da Byron in carrozza sulla via del ritorno..
egli fissava le tenebre fuori dal finestrino e disse:" Voi siete una donna in anticipo sul tuo tempo..ed io mi trovo spesso a pensare di essere un uomo in ritardo sul mio"
Frase ricca di significati nascosti...
Mi sarebbe piaciuto assistere ad uno sviluppo di questo strano rapporto..penso sarebbe piaciuto anche ai due protagonisti ;)
giovedì 12 agosto 2010
"Era la notte del 17 luglio 1799 quando nei pittoreschi dintorni di Jena due baldi giovanotti, entrambi ventisettenni, passeggiarono fino all'alba fra i boschi addormentati illuminati dal tenue chiarore della luna." Fu così che si incontrarono Novalis e Ludwig Tieck, destinati a diventare i due più fulgidi esempi del primo romanticismo tedesco.
Il destino, purtroppo, poi li divise e la loro non fu l'indissolubile amicizia tramandata dalla leggenda, anzi, ben presto subentrò una certa indifferenza.
Ma quella notte..quella notte fu tutta per loro, per i loro sogni e per i loro folli progetti per il futuro: volevano rivoluzionare la vita culturale europea e..ci riuscirono!!^^
A volte l'incoscienza della giovinezza aiuta ^_-
Novalis, per fortuna sua, morì di tisi neppure trentenne, prima di assistere allo sfacelo del gruppo romantico di cui era stato uno dei fondatori e affondato poi in volgarissime liti di cortile..Tieck invece morì vecchissimo, gottoso e parruccone, ormai irriconoscibile dal giovane esaltato che era stato.:(((
Mi si potrebbe accusare di non parlare mai del poeta cui ho dedicato il mio blog, ma se non lo faccio è perchè, quando tocchiamo delle corde a noi care, è perchè temiamo sempre di non dire abbastanza, di non saperci esprimere al meglio.
A 18 anni, una poesia di Novalis, cambiò la mia vita, proiettandomi all'improvviso nell'atmosfera del Primo Romanticismo in cui mi ambientai all'istante come in una patria perduta; in onore di quella magica notte del 17 luglio 1799, avevo composto la musica di una bellissima Ninna Nanna di Brentano, esponenente del Romanticismo più tardo, ma con parecchie frecce sentimentali e fiabesche al suo arco.
Quella breve melodia è ora un video su youtube ( romantici moderni :DDD )
Il destino, purtroppo, poi li divise e la loro non fu l'indissolubile amicizia tramandata dalla leggenda, anzi, ben presto subentrò una certa indifferenza.
Ma quella notte..quella notte fu tutta per loro, per i loro sogni e per i loro folli progetti per il futuro: volevano rivoluzionare la vita culturale europea e..ci riuscirono!!^^
A volte l'incoscienza della giovinezza aiuta ^_-
Novalis, per fortuna sua, morì di tisi neppure trentenne, prima di assistere allo sfacelo del gruppo romantico di cui era stato uno dei fondatori e affondato poi in volgarissime liti di cortile..Tieck invece morì vecchissimo, gottoso e parruccone, ormai irriconoscibile dal giovane esaltato che era stato.:(((
Mi si potrebbe accusare di non parlare mai del poeta cui ho dedicato il mio blog, ma se non lo faccio è perchè, quando tocchiamo delle corde a noi care, è perchè temiamo sempre di non dire abbastanza, di non saperci esprimere al meglio.
A 18 anni, una poesia di Novalis, cambiò la mia vita, proiettandomi all'improvviso nell'atmosfera del Primo Romanticismo in cui mi ambientai all'istante come in una patria perduta; in onore di quella magica notte del 17 luglio 1799, avevo composto la musica di una bellissima Ninna Nanna di Brentano, esponenente del Romanticismo più tardo, ma con parecchie frecce sentimentali e fiabesche al suo arco.
Quella breve melodia è ora un video su youtube ( romantici moderni :DDD )
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